Il mio, e credo sia lo stesso per tutti, è un percorso che seppur prevede strade nuove, resta unico e indissolubile.

Qualche anno fa sono tornato a lavorare dove ho iniziato vent'anni fa. È lo stesso luogo in cui hanno lavorato i miei nonni, quello che porta con sé un carico di emotività che non sto qui a raccontare.

La scelta dei luoghi di lavoro non è mai casuale. Per anni li ho pensati come spazi dove i miei dipendenti potessero stare bene e dove io potessi riconoscermi. Il lavoro agile ha cambiato l'equazione: ha amplificato la libertà di scegliere dove stare e allo stesso tempo ha declassato il peso della scelta condivisa.

Io ho scelto di tornare qui, dove puoi trovare i panni stesi del vicino e la voce di zio Vincenzo che canta Murolo, Carosone e Merola.

Qui, se vuoi, sei il benvenuto.