Ho comprato un libro qualche settimana fa. È arrivato e visto che quelli sulla scrivania in ufficio hanno già preso troppa polvere, l'ho lasciato in casa, sul comodino, con la promessa di leggerlo la sera, prima di dormire. Non ci sono riuscito.
La stanchezza serale mi porta a trascinarmi dal salotto al letto a stento e il libro è ancora lì.
So cos'è. Quando prendo in mano un progetto o più progetti insieme, mi ci tuffo dentro come il migliore dei nuotatori professionisti. Riesco a nuotare per ore. Ci sto bene, non sento la fatica. Fino a quando non esco. Il tempo di asciugarmi e i muscoli iniziano ad appesantirsi. Sarà anche che sto invecchiando 🙂
Questa newsletter segna il ritorno di Brand Umani dopo mesi e prova a mettere ordine in un pensiero che si è formato piano, dentro il silenzio di questa pausa.
Buona lettura, Vittorio
Quando smetti di scrivere non smetti di lavorare
Chi mi segue si sarà accorto che qui — su Brand Umani, sulla newsletter, spesso anche su LinkedIn — non scrivo da qualche mese. Sono stati mesi pieni. Di cose belle e di cose meno belle, di quelle che arrivano come un cazzotto in pieno volto e ti stendono per qualche ora. Sono sicuro che capita a tutti.
Poi ti rialzi e la strada che credevi dritta e già scritta non c'è più. Al suo posto ne trovi due, tre, forse di più. Cammini più leggero. Quel cazzotto ti ha costretto a guardare meglio.
Nel frattempo l'agenzia si è mossa parecchio. Nuovi clienti, un brand nuovo da costruire, un e-commerce da chiudere, un evento da curare, uno strumento interno da mettere a regime. Cose concrete, di quelle che assorbono ore. La verità è che, ogni volta che aprivo la pagina per scrivere qui, sentivo che era prematuro. Il pensiero non era ancora maturato abbastanza per meritarsi il tempo di chi legge.
Ho preferito aspettare.
Il silenzio come pratica
Chi lavora con la comunicazione — e in fondo oggi lo facciamo un po' tutti, dentro e fuori il mestiere — è addestrato a produrre. A rispondere subito, a esserci, a non sparire. La visibilità continua è diventata la prova di essere in vita: se non pubblichi, non esisti.
Ho scoperto in questi mesi che è quasi il contrario. Il silenzio ti restituisce qualcosa che il rumore mangia. Ti permette di distinguere le cose che diresti perché ti sono venute davvero, da quelle che diresti solo perché è il tuo turno di parlare. E quando torni a scrivere o a proporre o a decidere, la voce è più tua di com'era prima.
Fermarsi è una competenza professionale. Vale per chi vende, per chi progetta, per chi guida un'azienda. Chi non impara a farlo, con il tempo, dice sempre le stesse cose con parole leggermente diverse.
Se anche tu senti che stai producendo per riflesso — post, mail, proposte, riunioni — prova a chiederti quando è stata l'ultima volta che hai lasciato decantare un pensiero prima di dirlo. Spesso è lì che si è persa la voce, senza accorgersene.
Il libro sul comodino, intanto, resta lì. Confido di aprirlo la settimana prossima. O quella dopo. Non ho fretta.
Nelle prossime settimane esce la nuova newsletter di Brand Umani, Quando a riconoscerci è una macchina. Parla di cosa cambia quando tra te e chi ti sceglie non c'è più una persona ma un sistema che sintetizza, e di cosa resta nelle mani di chi lavora davvero.
Brand Umani è un progetto editoriale di Vittorio Varavallo che lavora su un’idea chiave: i brand sono credibili quando ciò che promettono regge nei fatti, nelle relazioni e nei processi. Per questo parla di lavoro, scelte, coerenza, fiducia, responsabilità e cultura del fare, con uno sguardo che non idealizza le persone e non semplifica i contesti.
👉 Se ti riconosci, iscriviti. Per leggerla su LinkedIn | Per riceverla sulla tua mail
Le pillole
Accanto ai testi lunghi, ogni giorno Vittorio scrive pillole: riflessioni brevi che continuano a mettere in relazione lavoro, brand e persone.
👉 Le trovi su LinkedIn e raccolte tutte qui.


